Michelangelo su Sky Arte
L'ossessione per il vero storico e la genialità del problem-solving per il grande schermo
Committenza: Sky Arte (Produzione Cinematografica Internazionale)
Il Contesto: Riavvolgere il nastro della Creazione
Sull'onda del trionfo ottenuto con le opere di Raffaello, Sky Arte ha affidato alla Bottega Tifernate una sfida, se possibile, ancora più titanica per il film Michelangelo Infinito. La produzione non richiedeva la semplice replica di capolavori compiuti, ma l'illusione di assistere alla loro genesi. L'incarico prevedeva la realizzazione de La Creazione di Adamo in tre diverse fasi di stesura dell'affresco e l'imponente cartone preparatorio per il Giudizio Universale. Per la macchina da presa sarebbe forse bastato un trucco scenico, ma l'etica della Bottega imponeva un approccio chirurgico e privo di compromessi.
La Sfida Scientifica: La "Mappa Sacra" del Restauratore
Per non rischiare di commettere un falso storico, Stefano Lazzari doveva conoscere l'esatta sequenza con cui Michelangelo aveva steso l'intonaco secoli prima. Grazie alla mediazione della Fabbrica di San Pietro, la Bottega è entrata in contatto con Nazzareno Gabrielli, il maestro restauratore che aveva operato direttamente sui ponteggi della Sistina. Da questo dialogo straordinario è emerso un tesoro inestimabile: la mappa completa delle "giornate" di affresco originali di Michelangelo. Seguendo quegli appunti scientifici, la Bottega ha steso il proprio intonaco rispettando l'esatto ordine cronologico e direzionale tracciato dal Buonarroti.
Il Ruolo di Consulente: Insegnare i gesti del Rinascimento
Questa ossessione per l'accuratezza ha trasformato la Bottega da fornitore tecnico a vero e proprio consulente storico sul set. Durante le riprese, il regista Emanuele Imbucci ha interrotto i ciak per contattare Lazzari: aveva bisogno di conoscere la pressione esatta della mano e il movimento preciso per battere il sacchetto di carbone sulla carta bucherellata (la tecnica dello "spolvero"). Dall'altra parte del telefono, a recepire le istruzioni muscolari dei garzoni rinascimentali, c'era l'attore Enrico Lo Verso, pronto a infondere vita e verità storica ai movimenti di Michelangelo.
Il Dietro le Quinte: La "controfigura" del Tondo Doni
Accanto all'intransigenza accademica, il cinema richiede anche un brillante problem-solving logistico. Il copione prevedeva la messa in scena del celebre aneddoto storico legato al Tondo Doni, in cui Michelangelo, indispettito dai tentativi di sconto del ricco committente Agnolo Doni, fece fare la spola ai garzoni trasportando l'opera avanti e indietro per le strade di Firenze. Poiché un tondo in legno massello del Cinquecento possiede un peso enorme, farlo trasportare a spalla agli attori per decine di ciak consecutivi sarebbe stato impossibile. La Bottega ha quindi ideato una soluzione ingegnosa, realizzando due opere distinte: un "Tondo Doni Controfigura", costruito su un supporto leggerissimo per agevolare l'azione fisica degli attori, e un "Tondo Doni Protagonista", pesante, materico e dipinto in tutto il suo tridimensionale spessore storico, destinato a dominare la scena nei primissimi piani d'autore.
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