Vilnius

Un palazzo completamente distrutto, oggi ricostruito

 

Un palazzo distrutto nel XIX sec. La ricosruzione iniziata anni fase seguendo i metodi di realizzazione dell'originale.
La ricollocazione degli arredi esattamente com'erano. Infine i dipinti, copie identiche ricreate dalla Bottega Tifernate.

Un esempio all'estero di architettura Italiana

Vilnius, capitale della Lituania, è una bellissima città il cui centro storico è stato inserito dall'UNESCO tra i Patrimoni Mondiali dell'Umanità.
Alla fine del '400, il granduca Alessandro Jagellone iniziò la costruzione di una residenza in stile rinascimentale, distrutta dall'incendio nel 1530. La granduchessa Bona Sforza, figlia del duca di Milano, fece arrivare l'architetto Bartolomeo Berrecci da Pontassieve, che si dedicò alla ricostruzione del palazzo assieme ad un altro artista italiano, Bernardino Zanobi de Gianotis.
Negli anni seguenti molti altri architetti e scultori italiani avrebbero lavorato nel cantiere. Dopo un incendio nel 1610, il palazzo fu ricostruito in stile manierista del Nord a cui si aggiunsero elementi tipici del barocco italiano per la presenza dall'architetto italiano, Costante Tencalla, che aveva lavorato in precedenza con Carlo Maderno, autore della facciata di San Pietro.

 

La distruzione di un simbolo

La volontà dei conquistatori di "cancellare la memoria"
Nel 1655 l'esercito russo occupò la capitale della Lituania e il palazzo divenne una caserma per le truppe: gravissimi danni riportò nel 1661 quando ne furono scacciate. Le magre risorse finanziarie dello stato impedirono la riscostruzione e piano piano il complesso andò in rovina, fino al punto che si permise alla popolazione cittadine di occuparlo per viverci. Entrata la Lituania a far parte dell'impero russo nel 1795, venne attuata una politica tesa a distruggere tutti i segni della precedente indipendenza: dal 1799 al 1801 l'amministrazione russa demolì i pochi muri ancora in piedi. Nel 1831, in seguito ad una ribellione, i funzionari zaristi tentarono di demolire le fondamenta del palazzo e poi eressero sulla collina una caserma.

La ricostruzione di un simbolo

L'orgoglio di una Nazione di "recuperare la memoria"
Nel 2001 il Parlamento lituano ed il governo nazionale hanno deciso che il Palazzo dei Granduchi di Lituania sarebbe stato ripristinato.
Oggi è sede del Museo Nazionale, fondato nel 2009 per raccogliere e conservare i reperti legati alla storia e al patrimonio culturale del Granducato di Lituania e dei suoi sovrani.
Il senso di tutta questa operazione è chiaro nelle parole di Vydas Dolinskas, direttore del Museo Nazionale - Palazzo dei Granduchi di Lituania: Fino a quando abbiamo avuto solo i resti del Castello di Gediminas sulla collina, nessuno ha mai dato molto credito alla nostra antica tradizionestatale. Ora però, nessuno potrà dubitare cosa è stata la Lituania negli ultimi sette secoli.

La Bottega Tifernate protagonista

Una Ricostruzione pittorica senza precedenti
Il Governo Lituano, dopo aver visto il lavoro al Castello Estense di Ferrara, si convince che la nostra tecnica è la migliore tra quelle esistenti per riprodurre le opere d'arte su tela.
In due anni di lavoro, sono state realizzate circa trenta tele di grandi dimensioni, sistemate esattamente nella loro posizione originale. Il risultato è stato un pieno successo tanto che il direttore del Museo di Anversa, nel vedere la riproduzione dell'opera conservata nel museo, ha esclamato - "Se non fossi sicuro che l'originale si trova al suo posto, potrei pensare che sia stato rubato per fare bella mostra di se qui, nel Palazzo Ducale di Lituania".